domenica 13 febbraio 2011


Stamattina io e mia figlia con altre amiche abbiamo preso il treno alla volta di Bergamo per partecipare alla manifestazione.
Sinceramente ho riflettuto molto su cosa volesse dire, per me andarci, anche perchè in questi giorni ho letto e sentito commenti non troppo lusinghieri su questa iniziativa.
Come ho letto nel wall di Facebook di qualcuno l'altro giorno, la dignità è sicuramente un sentire personale, autostima, sicurezza in se stesse, nel proprio valore e nelle proprie capacità e questo, credo sia un sentire da mettere in atto ogni giorno nella nostra vita personale e nella relazione con le persone della nostra quotidianità, al lavoro, a casa, con amici, parenti, al bar, singolarmente.
Avviene però in alcuni momenti storici, che ci sia la necessità di mettere una forte azione, coerente con ciò di cui sopra, anche nella società e con la società; in questo caso con le donne (e gli uomini che erano li a sostenerci). Credo che sia importante a volte far sentire il polso della situazione, ovvero quante siamo a sentirci "degne di essere" , come qualsiasi altro essere umano.
Noi donne appariamo molto, in TV, nelle gigantografie dei cartelloni pubblicitari, sui rotocalchi, sul web, e quasi sempre  chi appare è posto in  una posizione tale da denigrare l'essere "donna" e a dirla tutta l'essere umano in generale, visto anche la figura e il comportamento di certi uomini
Forse c'è chi crede che tutte le altre, si limitino ad accondiscendere, a guardare format discutibili in Tv, fare le brave massaie e spettegolare con le amiche, e che come qualcuna ha asserito, siano solo "poche radical-chic" ad interessarsi di ciò che avviene nella società, che si accontentino delle due o tre "rappresentanti" femminili in parlamento, giusto per far vedere che qualche donna ce l'hanno messa; meglio far sentire isolate e sole quelle donne che quotidianamente si ritrovano mobbizzate , che perdono il lavoro, che devono scegliere tra lavoro e famiglia, che devono decidere se far nascere una vita , che si ritrovano richieste di prestazioni sessuali per ricoprire un certo incarico, che si ritrovano una busta paga ridicola a parità dei loro colleghi uomini (quando hanno un lavoro), che vengono stuprate e si sentono dire pure che è colpa loro perchè si vestono in modo provocante e via dicendo... e allora che stiano tutte buonine, zitte, zitte... o al limite si limitino in casa loro a tirar fuori la dignità e si faccia tutto ciò che si vuole in barba a loro... 
bhe, in questi casi, E' NECESSARIO mostrare QUANTE ,invece, siano le donne che hanno bene gli occhi aperti per vedere lo scempio che si sta facendo sulla loro pelle.. E' importante, perchè qualcuno si renda conto che siamo molte e se siamo tutte insieme il nostro valore diventa immenso. Questo , oserei dire, fa paura.
 No, non credo che si debba per forza partecipare ad una manifestazione per far rivalere la propria dignità, ma serve assolutamente per far sapere in quante siamo ad avercela questa dignità a viverla e a sentirla come principio inviolabile della propria vita di essere umano. 
Personalmente ho scelto di portare anche mia figlia, perchè è una giovane donna, e desidero che non si senta sola di fronte a ciò che le viene in continuazione passato dai media; voglio che si renda conto di quante sono le persone che non la pensano in quel modo perchè quando si chiederà che modello seguire al di fuori della famiglia, non si fermi al primo cartellone che vede per strada o alla superficialità delle luci di certe ribalte, ma si ricordi di tutte quelle persone che erano lì oggi  nelle piazze italiane, a dire che siamo donne capaci di grandi cose, grandi fatiche, grandi gioie, grandi dolori e grandi azioni, grandi rivoluzioni, proprio qui e ora, tutte insieme.

1 commento:

simoff ha detto...

leggo in ritardo questa tua riflessione e la condivido....hai fatto bene ad andare con tua figlia...io ero a roma ..sono sempre più convinta della grande forza delle donne .ciao un saluto affettuoso

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