mercoledì 27 gennaio 2010

Per non dimenticare...

Mio nonno era tra quella folla di sopravvissuti...
Purtroppo, tanti come lui, non sono più qui per raccontare e allora prendo il testimone, come tutti dovremmo fare.


5 commenti:

Simona ha detto...

Ricordare e far conoscere ai nostri figli questo orrore è un dovere, oggi più che mai, considerando che la generazione che riuscì a sopravvivere sta scomparendo. Per cui sarà sempre più difficile avere "un nonno" che racconti davanti a una classe di alunni cosa degli uomini furono costretti a subire da altri uomini. Il lavoro di memoria diventa ancora più importante.

Daniela ha detto...

Mi incuriosisce la storia di tuo nonno :-)
ricordare é importante e grazie per farlo, é importante lavorare ancora adesso perchè barbarie così non succedano più!
Daniela
www.ilcoltellodibanjas.blogspot.com

Stefi ha detto...

@ Simona hai ragione alla fine tutti quei nonni, fihgli, genitori, sono i nonni e i figli e i fratelli e i genitori di tutti.

@Daniela, mio nonno era Italiano, ma è stato a Dachau dal 43c.a. al 45. Fortunatamente è tornato a casa, anche se mio padre , che era andato a prenderlo a Brescia, non l'ha trovato... o meglio non l'ha riconosciuto.
Non ne so moltissimo, mi raccontava che nelle rare volte che lo mettevano nelle cucine degli ufficiali tedeschi (perchè lui era cuoco), a sbucciare patate, rubava qualche buccia e la andava a sotterrare nel campo, e poi di notte rischiando con dei compagni andavano fuori a scavare per mangiarsele. So che è partito da Milano, direzione Markdorf, ma poi è finito a Dachau.
Purtroppo mio nonno è morto quando avevo 6 anni, e non ha fatto in tempo a raccontarmi molto. In realtà ne lui ne mio padre hanno mai amato molto raccontare di quei periodi, probabilmente perchè era come riviverne le sofferenze.
A mio padre ogni tanto riesco a estorcere qualche informazione in più ma sulla realtà che viveva lui qui in Italia, con la casa in pieno centro a Milano distrutta dai bombardamenti, o quella volta che è stato preso per essere fucilato e poi gli hanno trovato per caso in tasca un foglio, che aveva preso in un ufficio dove lavorava nel fuggi fuggi,con un nome di un generale tedesco che ha fatto sì che lo scartassero...
A me piacerebbe sapere molto di più perchè non è solo un patrimonio personale ma storico da tramandare, ma capisco anche come dev'essere difficile.. c'è chi non ha detto nulla di nulla per 60 anni.

Stefania ha detto...

Dai ... è terribile ciò che è successo .. e la memoria deve persistere ... Il mio bambino di 8 anni torna dalla scuola e mi parla dell'olocausto. E' un tema che conosco , ho letto e visto parecchio perchè credo che non si debba mai dimenticare , ma non avevo mai parlato con lui di nulla di tutto ciò , così sono rimasta un pò stranita ... ho pensato che non fosse giusto parlarne a bimbi di quell'età. Ma poi sentendo lui parlarne , mi son ricreduta e gli ho detto che si deve ricordare per... per non sbagliare mai più. Ti abbraccio e immagino ciò che tuo nonno avrà avuto dentro al suo ritorno... a quelle per4sone è stata strappata la vita ... Ho i brividi ... e ti abbraccio! Stefania

Grazia ha detto...

nella mia famiglia parecchi non sono mai tornati....

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