lunedì 25 gennaio 2010

Dialoghi sulla pace


In questi giorni sto leggendo il libro che vedete qui sopra: Dialoghi sulla pace
Ve lo consiglio vivamente e non solo perchè Daisaku Ikeda è il mio maestro, e Joseph Rotblat era un premio nobel per la pace, ma perchè passa informazioni su ciò che è significato e significa il pericolo nucleare.


Solo la bomba atomica sul Giappone conta quasi 222.000 vittime che ancora oggi a distanza di 75 anni stanno aumentando. Questa è una cosa che raramente si ricorda, anche se è l'esempio tangibile di un pericolo che tutt'oggi è ancora fortemente presente con il Nucleare.

Rotblat è uno degli scienziati che lavorò sul progetto Manhattan per la bomba atomica, ma quando capì che volevano utilizzarla realmente, si ritirò dal progetto e iniziò una campagna contro il disamo nucleare e in seguito si dedicò alla ricerca nel campo della radiologia.

Nel leggere queste pagine mi rendo conto di quante cose debbo trasmettere ai miei figli e quanto è importante lottare, non solo contro il disarmo o per la pace ma per la "non guerra", anche e specialmente attraverso la nostra vita quotidiana.
Ovviamente non siamo tutti politici (per fortuna!) scienziati o ricercatori ma tutti possiamo, dentro di noi, andare alla ricerca di un autentico sentimento di "non guerra" applicandolo a partire dalle relazioni che abbiamo nel nostro ambiente: casa, lavoro, amici etc...
Dico Non guerra, perchè lottare per la pace  non è abbastanza; spesso, la storia ha dimostrato che il desiderio di pace, non esime dal pensare di utilizzare anche la guerra per perseguire (utopicamente) questo fine. 
La guerra non si può combattere con la guerra, è un contro senso e gli insuccessi anche recenti di questa strategia ne sono la prova evidente; inoltre anche se eliminassimo tutti gli armamenti nucleari, se non trasformassimo davvero il nostro cuore, al primo dissidio, o scontro chiunque potrebbe ricostruire quelle stesse armi ed utilizzarle.

La realtà è che il rischio nucleare oggi è comunque il più reale rischio di estinzione dell'umanità.
L'unica via di uscita, ed è quello che viene evidenziato in questo libro, è cambiare la direzione del nostro cuore, ed io aggiungo, partendo da noi stessi da subito, senza aspettare che ci sia qualche eminente personaggio di alto livello che lo "ordina".
Non deve essere un'ossessione, ma un naturale moto di autoconservazione e compassione.
Come coltivare questo sentimento allora?
Non lontano da me in qualche sperduta missione, ma proprio qui dove sono attraverso:

IL DIALOGO
IL RIFIUTO DEI PREGIUDIZI
L'ACCETTAZIONE DELLA DIVERSITA'
LA COLLABORAZIONE
L'APERTURA DELLA MIA VITA
Lo so, oggi non parlo di lavoretti, di bimbi o di svaghi, ma anche questo fa parte della vita ed anche questo fa parte del mio cuore. :)

3 commenti:

Emanuela ha detto...

Questo dovrebbe far parte del bagaglio di educazione che passiamo ai nostri figli. Non solo con le parole che scivolano via in fretta, ma coi gesti quotidiani, che rimangono. Difficile, sicuramente, ma si deve cominciare dal piccolo ...
Pace a te ... in onore della giornata di oggi

Stefi ha detto...

è vero Emanuela, difficile, ma non impossibile.. anche un piccolo gesto può fare una grandissima differenza.. come il famoso battito d'ali di una farfalla che crea una risonanza all'altro capo del mondo :)
Grazie di cuore.

ALCHEMILLA ha detto...

A me piace anche quando non parli di lavoretti, perché ti esprimi benissimo sei chiara e credo tu riesca a trasmettere veramente quello che pensi e che senti.
Mi fa sempre molto piacere quando trovo un tuo messaggio nel mio blog perché sai sempre essere interessante a volte perché simpatica a volte perché riflessiva a volte per i consigli. Come nel tuo blog.
Un abbraccio!

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